Campane Tibetane

img_2724
2822017

Le campane tibetane, dette “singing bowls”, sono nate circa 3000 anni fa in Tibet sebbene diffuse ben presto anche in India, Nepal, Giappone e Cina. Sembra che il loro impiego risalga ad una forma di Sciamanesimo che le riteneva in grado di guarire le persone avvicinando gli uomini alla divinità. Per questo venivano realizzate in fasi lunari specifiche e durante la forgiatura si era soliti pronunciare dei mantra in grado di conferire loro un determinato potere a seconda della destinazione d’uso. Custodite per secoli nei monasteri tibetani, hanno iniziato a diffondersi in Occidente a partire dagli anni ’50, in seguito all’occupazione cinese del Tibet.

Le campane tibetane hanno la capacità di riprodurre la vibrazione del suono OM, considerato inno dell’universo, suono primordiale della creazione dal potere purificante. Esso supporta, favorisce e migliora il rilassamento in generale e nelle pratiche meditative. Considerato che nell’universo ogni cosa vibra ed è costituito da energia, esse e il loro suono si rivelano davvero molto efficaci a livello sottile: i suoni emessi dalle campane tibetane risultano sintonizzati con le vibrazioni planetarie, a tutto vantaggio di chi ne fa uso, suonandole o semplicemente ascoltandole.In generale esse avvolgono con il suono i partecipanti risvegliandone la consapevolezza interiore, favorendone il totale rilassamento, ristabilendo le frequenze corporee naturali, aiutando a sbloccare eventuali meccanismi inceppati.
Esse sono utili anche nei lavori di riequilibrio dei 7 Chakra, data la corrispondenza tra i 7 metalli che le compongono e i 7 rispettivi pianeti. 

OSA SOGNARE SAGGIAMENTE

Il libro di PAOLA BRUMANA

Una raccolta di indicazioni preziose, di esempi, di testimonianze che conducono il lettore curioso a scoprire o a riordinare con chiarezza accorgimenti che conducono alla felicità e alla gioia di vivere. Il lettore viene esortato a sognare ad occhi aperti, a individuare gli strumenti a lui più congeniali per raggiungere ciò che desidera, ad agire, ad alzarsi in punta di piedi per riuscire a scorgere e a cogliere idee e orizzonti generalmente poco esplorati.